Air Force One è decollato alle 15:47 ora di Pechino, questo venerdì 15 maggio 2026, dopo una cerimonia sulla pista dove Donald Trump ha stretto il pugno salutando la delegazione cinese radunata dietro le bandiere. La sequenza, accuratamente orchestrata, conclude due giorni di colloqui alla Grande Sala del Popolo: la prima visita di un presidente americano a Pechino dopo quella dello stesso Trump nel 2017. Mentre l'aereo guadagnava quota di crociera, le cancellerie europee e asiatiche stavano già dissezionando il comunicato finale di dodici pagine, pubblicato pochi minuti prima.

Un testo redatto per non chiudere nessuna porta

Sul commercio, il documento conferma ed estende la moratoria intermedia annunciata giovedì: congelamento degli aumenti tariffari USA-Cina per centoventi giorni (invece di novanta), ripresa delle esportazioni cinesi su cinque delle sette terre rare sotto embargo, acquisti agricoli cinesi aggiuntivi di soia, mais e manzo americani per 25 miliardi di dollari in diciotto mesi. Washington autorizza, specularmente, Nvidia, AMD e Intel a riprendere la consegna dei loro chip di inferenza di penultima generazione. Nessun impegno, invece, sui semiconduttori all'avanguardia destinati all'IA di frontiera, che rimangono soggetti a restrizioni.

Sull'Iran, la formula è ancora più prudente di quella del comunicato intermedio. Pechino «prende atto con soddisfazione» degli sforzi in corso alle Nazioni Unite, e «incoraggia tutte le parti a un rapido cessate il fuoco». Nessun impegno a co-sponsorizzare la risoluzione franco-britannica al Consiglio di sicurezza; Pechino si limiterà, secondo tre fonti diplomatiche europee, a un'astensione benevola al momento del voto, atteso martedì 19 maggio.

Taiwan: il grande silenzio

Come previsto, la parola «Taiwan» non compare neanche una volta nel testo. Nessuna riga, nessuna formula di circostanza. Questa omissione deliberata è stata presentata dalla Casa Bianca come «un segno di pragmatismo», dal Ministero degli Affari Esteri taiwanese come «una preoccupante delusione ma non un tradimento». A Taipei, il mercato azionario ha perso l'1,4% alla chiusura, principalmente su TSMC. Al contrario, diversi analisti notano che questo silenzio equivale al mantenimento dello status quo: Pechino non ottiene alcuna concessione scritta sulla «riunificazione», Washington non impegna nulla di più di quanto già garantisce dal 1979 tramite il Taiwan Relations Act.

Il bilancio visto da Washington

Donald Trump è tornato negli Stati Uniti con tre trofei che potrà esibire davanti al suo elettorato: la foto, diventata emblematica, dell'affresco calligrafico offerto da Xi Jinping; l'impegno cinese di acquisti agricoli, che rassicura gli stati del Midwest; e la promessa, questa volta scritta, di una cooperazione rafforzata contro i flussi di precursori chimici del fentanyl. Sul piano strategico, invece, il bilancio è più scarso. Nessuna de-escalation militare formale nello stretto di Formosa, nessun impegno vincolante di Pechino per fare pressione su Teheran, nessun progresso sul clima nonostante il passaggio simbolico dei due presidenti in un istituto di ricerca fotovoltaica.

I democratici americani, per voce di Hakeem Jeffries, hanno definito il vertice «una grande messa in scena, piccoli risultati». L'ala dura del Partito Repubblicano, attorno a Marco Rubio, ha salutato «la conferma che la fermezza paga», pur rammaricandosi dell'assenza del capitolo Taiwan.

Il bilancio visto da Pechino

Xi Jinping, dal canto suo, ha ottenuto ciò che era venuto a cercare: la sospensione della spirale tariffaria, che pesava direttamente sulla crescita cinese (stimata dal FMI al 4,1% nel 2026, contro il 4,8% nel 2025); una tregua sulle esportazioni tecnologiche; e una legittimazione diplomatica di portata mondiale tramite la foto scattata sulla Grande Muraglia. Soprattutto, Pechino lascia andare Washington senza aver proferito parola su Taiwan, né promesso esplicitamente nulla sull'Iran. È, sotto molti aspetti, una vittoria dell'ambiguità.

Mercati e opinione: il premio alla distensione

I mercati hanno salutato: alla chiusura europea, il CAC 40 termina a +0,9%, il DAX a +1,1%. Il Brent si stabilizza intorno ai 105,40 dollari. Ma l'oro, invece, arretra a malapena: 2.408 dollari l'oncia. Gli investitori hanno già valorizzato lo scenario di de-escalation; ciò che ora si aspettano è il seguito — voto ONU martedì, formato tecnico del quadro commerciale, agenda di un'eventuale visita di Xi negli Stati Uniti prima della fine dell'anno.

L'opinione della redazione

Il vertice di Pechino non sarà stato l'appuntamento storico annunciato, ma non sarà neanche il fallimento temuto a metà percorso. Trump lascia la Cina senza aver svenduto Taiwan né ceduto sull'IA di frontiera; Xi resta a Pechino senza aver promesso pubblicamente nulla che non intendesse mantenere. I due uomini hanno, per la prima volta dal 2019, accettato di condividere una scena, un protocollo, un testo. È un ritorno alla normalità diplomatica, né più né meno. Resta da vedere se questo vocabolario comune sarà sufficiente a spegnere le guerre in corso, o se si tratta, come tanti comunicati prima di questo, solo di una parentesi accuratamente coreografata. La risposta si giocherà, martedì prossimo, davanti al Consiglio di Sicurezza, e nelle settimane successive, a Bandar Abbas come a Kiev.

Da ricordare

- Venerdì 15 maggio 2026, 15:47: Air Force One lascia Pechino dopo due giorni di vertice Trump–Xi.

- Comunicato finale: moratoria tariffaria estesa a 120 giorni, acquisti agricoli cinesi +25 miliardi $, terre rare su 5 linee.

- Sull'Iran: sostegno implicito alla risoluzione franco-britannica, ma Pechino voterà astensione al Consiglio di sicurezza (voto atteso martedì 19 maggio).

- Nessuna menzione di Taiwan nelle dodici pagine del testo.

- Annunciata una cooperazione rafforzata contro il traffico di precursori del fentanyl.

- Brent stabile a 105,40 $; CAC 40 +0,9%, DAX +1,1% alla chiusura.

Fonti :

- BBC — Trump-Xi summit: US and China conclude 'very successful' talks but no deals confirmed, 15 May 2026

- RTÉ News — Trump leaves China without resolution to end Iran war, 15 May 2026

- CNN — Trump leaves China summit with Iran, Taiwan, and trade in focus, 15 May 2026

- Reuters — Beijing summit final communique: 120-day tariff truce, 15 May 2026

- Le Monde — Sommet Trump-Xi : un communiqué final en demi-teinte, 15 mai 2026