La città di Galați, porto industriale rumeno di 250.000 abitanti situato alla confluenza del Danubio, del Prut e del Siret, non si aspettava di diventare l'ennesimo confine travolto dalla guerra in Ucraina. Questo è però quanto accaduto nella notte tra giovedì 28 e venerdì 29 maggio 2026, quando un drone russo si è schiantato sulla facciata di un edificio residenziale, ferendo due persone. L'incidente, il più grave dall'inizio delle ripetute incursioni transfrontaliere in territorio rumeno, avviene mentre Bucarest ha immediatamente sollecitato la NATO per chiedere il rafforzamento delle sue capacità anti-drone.

Un attacco ai margini di un'offensiva massiccia sull'Ucraina

Il drone che ha colpito Galați si inserisce in una notte di intensi bombardamenti russi sul vicino territorio ucraino, con decine di Shahed e missili lanciati in direzione dei porti del Danubio. Secondo l'esercito rumeno, citato in particolare da BFMTV, «non esisteva alcuna possibilità realistica di intercettare in sicurezza» il velivolo che ha oltrepassato il confine. Il generale Gheorghe Maxim, citato dai media rumeni, ha parlato di una mancanza di tempo e di condizioni tecniche «non soddisfatte» per l'intercettazione, sollevando interrogativi sulla dottrina di difesa aerea del paese.

La Romania chiede alla NATO «mezzi aggiuntivi»

In una dichiarazione ufficiale ripresa da Euractiv, il presidente rumeno Nicușor Dan ha indicato che la Romania chiedeva formalmente alla NATO «di dispiegare mezzi aggiuntivi per la lotta contro i droni al fine di rafforzare la nostra difesa e quella del fianco orientale dell'Alleanza». La portavoce della NATO, Allison Hart, ha condannato «l'irresponsabilità della Russia» su X e ha confermato che il segretario generale Mark Rutte era in contatto diretto con Bucarest. Rutte ha ribadito, secondo Euronews, che l'Alleanza era pronta a difendere «ogni centimetro del territorio alleato».

Von der Leyen parla di «una nuova linea oltrepassata»

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è stata ancora più diretta, parlando di una «nuova linea oltrepassata» da Mosca e annunciando un nuovo pacchetto di sanzioni europee contro la Russia. Bucarest, per voce del ministro della Difesa Radu Miruta, ha denunciato «una grave e irresponsabile escalation». Da parte sua, Vladimir Putin è rimasto fedele alla sua linea di ambiguità strategica: ha affermato che «nessuno può dire» quale sia l'origine del drone caduto sul suolo rumeno — una posizione già adottata durante incidenti simili nel 2024 e 2025, e che mira a evitare qualsiasi invocazione dell'articolo 5 del trattato NATO.

Una vulnerabilità strutturale del fianco Est

La Romania, che condivide con l'Ucraina un lungo confine lungo il Danubio, e la cui Galați si trova a soli una ventina di chilometri dalle zone bombardate oltre il fiume, è strutturalmente esposta a questi sconfinamenti. Bucarest ha rafforzato la sua difesa aerea dal 2022, in particolare con l'acquisizione di sistemi Patriot, ma gli esperti militari riconoscono che la saturazione delle difese ucraine durante le grandi offensive crea inevitabili finestre di vulnerabilità per i paesi rivieraschi. Diversi incidenti di droni o detriti si erano già verificati sul suolo rumeno nel 2023, 2024 e fine 2025 — senza conseguenze militari dirette.

La posta in gioco dottrinale: fin dove può spingersi Mosca?

La vera questione sollevata da Galați è quella della dottrina di risposta alleata. Ogni incidente è stato finora qualificato come «incidente» o «provocazione irresponsabile», mai come un attacco che innesca l'articolo 5. Ma con le ripetizioni, questa linea comincia a mostrare i suoi limiti politici. Varsavia e le capitali baltiche chiedono una risposta più ferma. La Polonia, parallelamente, doveva firmare questa settimana un trattato di difesa con il Regno Unito, sulla scia del trattato di Nancy con la Francia. Si delinea una dinamica europea di riarmo, in risposta diretta alla persistenza dell'aggressione russa.

L'opinione della redazione

L'incidente di Galați non è un ordinario incidente di guerra: è un test della volontà occidentale, calibrato nella sua ambiguità. Mosca padroneggia perfettamente la retorica del «nessuno sa» per mantenere la massima pressione senza scatenare una rappresaglia. Il vero pericolo non è militare — due feriti lievi, è tragico ma limitato — è politico: ogni incidente senza una risposta ferma spinge un po' più in là la linea rossa dell'inaccettabile. L'Europa, che finalmente si sta riarmando tramite i trattati franco-polacco e britannico-polacco, deve anche dotarsi di una dottrina coerente di fronte a questa guerra ibrida che si sta ora svolgendo sul suo stesso suolo. Finché non lo farà, Mosca continuerà a testare i confini.

Da ricordare

- Un drone russo ha colpito un edificio residenziale a Galați, Romania (membro NATO), causando 2 feriti lievi il 29 maggio 2026.

- L'incidente è avvenuto durante una vasta offensiva russa di droni e missili sull'Ucraina.

- Il presidente rumeno Nicușor Dan ha chiesto alla NATO mezzi aggiuntivi per la lotta anti-drone.

- La NATO (Mark Rutte) e l'UE (Ursula von der Leyen) condannano unanimemente; annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni europee.

- L'esercito rumeno riconosce che nessuna intercettazione «realistica e sicura» era possibile per mancanza di tempo.

- Putin nega l'origine del drone, evitando qualsiasi invocazione dell'articolo 5.

Fonti :

- Euractiv — La Romania chiede alla NATO di proteggerla da un attacco di droni russi, 29 maggio 2026

- RFI — Un drone russo si schianta in Romania, 29 maggio 2026

- Euronews — La NATO pronta a difendere «ogni centimetro di territorio alleato», 29 maggio 2026

- L'Express — «Una nuova linea oltrepassata», 29 maggio 2026

- BFMTV — Perché la Romania non è riuscita a intercettare il drone russo?, 29 maggio 2026