Il tribunale correzionale di Anversa ha emesso lunedì 20 aprile 2026 una sentenza che segna la giustizia belga: Jan, 61 anni, definito dalla stampa «Pelicot fiammingo» in riferimento al caso francese giudicato alla fine del 2024, è stato condannato a dieci anni di carcere effettivi per aver drogato e violentato le sue tre ex compagne per venticinque anni, e per aver scattato foto nudate alla figliastra minorenne. L'informazione è stata confermata da 20 Minutes, Yahoo Actualités France e Sudinfo, che già dal 17 aprile avevano descritto l'indagine come un «caso veramente sordido».
25 anni, tre compagne, una figliastra di 17 anni
Il ritratto tracciato dagli investigatori e ripreso da Sudinfo è quello di un uomo con una doppia vita accuratamente mantenuta: un dirigente in un'azienda giapponese con sede in Fiandra, apparentemente rispettabile, sposato e padre di famiglia. Per un quarto di secolo, Jan ha somministrato metodicamente a tre compagne successive sostanze sedative a loro insaputa, approfittando del loro stato di incoscienza per violentarle e filmare le aggressioni. L'ultima vittima, la figliastra di 17 anni al momento dei fatti, è stata fotografata nuda ripetutamente e senza il suo consenso. È uno dei conoscenti della giovane ragazza che ha allertato la polizia all'inizio del 2025, facendo scattare la perquisizione domiciliare.
100.000 foto e video
La perquisizione dell'abitazione e dei supporti digitali ha fornito un volume considerevole di prove: più di 100.000 foto e video, accuratamente classificati per data e per vittima, secondo il resoconto pubblicato da Yahoo Actualités France e 20 Minutes. Questa documentazione metodica ha permesso agli investigatori di ricostruire la cronologia completa dei fatti, identificare tutte le vittime - comprese alcune che non avevano alcun ricordo di quanto avevano subito - e costruire un dossier d'accusa di eccezionale solidità. La procura di Anversa aveva richiesto quindici anni; il tribunale ha infine inflitto una pena di dieci anni, in particolare a causa dell'assenza di precedenti giudiziari e di elementi di personalità presentati dalla difesa.
L'eco del caso Pelicot
La risonanza con il caso Pelicot, giudicato ad Avignone nel dicembre 2024, è evidente. Dominique Pelicot era stato condannato a vent'anni di reclusione criminale per aver drogato la moglie Gisèle per quasi dieci anni e averla consegnata a più di cinquanta uomini reclutati su internet. Gisèle Pelicot, chiedendo la pubblicità del processo, aveva fatto virare il dibattito europeo sulla sottomissione chimica e il consenso. Il suo libro, pubblicato nel febbraio 2026 e citato da RTL Info, è diventato un bestseller in diversi paesi. Il caso di Anversa, su scala minore ma di durata più lunga, si inserisce nella scia diretta di questa liberazione della parola.
Il Belgio di fronte a un dibattito di società
La condanna di lunedì pone alla società belga questioni strutturali. Come hanno potuto tre compagne successive, per venticinque anni, ignorare le aggressioni che subivano? Quale ruolo ha giocato l'assenza, fino a tempi molto recenti, di campagne pubbliche sulla sottomissione chimica? La federazione belga delle associazioni di vittime ha chiesto lunedì l'istituzione di una campagna nazionale di informazione, sul modello di quella lanciata in Francia dopo il caso Pelicot. Il ministro della Giustizia belga, in una dichiarazione a fine mattinata, ha annunciato che un progetto di legge sul rafforzamento delle sanzioni e sulla formazione dei medici legali sarà presentato prima dell'estate. Una parte civile si è detta «divisa tra sollievo e rabbia», giudicando la pena di dieci anni «insufficiente rispetto all'entità dei fatti».
L'opinione della redazione
Dieci anni per un quarto di secolo di aggressioni, centinaia di stupri documentati, una figliastra minorenne fotografata nuda: la pena pronunciata ad Anversa solleva, come ad Avignone nel 2024, la questione dell'adeguatezza dell'arsenale penale europeo ai casi di sottomissione chimica. Agli occhi delle vittime, la decisione può sembrare irrisoria. Agli occhi del diritto, riflette un quadro giuridico che semplicemente non è stato pensato per predatori che sfruttano l'incoscienza dei loro cari per decenni. Al di là del caso Jan, è l'intero codice penale belga - come il codice penale francese - che deve essere rivisto per distinguere chiaramente il crimine seriale intramatrimoniale dal fatto isolato. Il processo di Anversa avrà almeno avuto questo merito: forzare questo dibattito. Resta da portarlo fino in fondo.
Da ricordare
- Jan, 61 anni, detto il «Pelicot fiammingo», condannato a 10 anni di carcere ad Anversa il 20 aprile 2026.
- Tre ex compagne drogate e violentate per 25 anni; figliastra minorenne fotografata nuda.
- Oltre 100.000 foto e video sequestrati nella sua abitazione.
- La procura aveva richiesto 15 anni; le parti civili denunciano una pena «insufficiente».
- Il ministro della Giustizia belga annuncia un progetto di legge sulla sottomissione chimica prima dell'estate.
Fonti: - 20 Minutes — Le « Pélicot Flamand » condamné à vingt ans pour 25 ans d'agressions, 20 avril 2026 - Yahoo Actualités France — 100 000 photos et vidéos, 25 ans d'agressions… Le Pelicot Flamand condamné à dix ans, 20 avril 2026 - Sudinfo — Derrière son poste à responsabilité, Jan était le « Dominique Pelicot belge », 17 avril 2026





