La Collectivité territoriale de Martinique (CTM) ha adottato, l'11 giugno 2026 in assemblea plenaria a Fort-de-France, una strategia di rilancio turistico presentata come uno dei cantieri prioritari della fine del mandato. Il testo, difeso dall'esecutivo di Serge Letchimy, è stato votato a larga maggioranza dai consiglieri presenti. Esso sancisce una riorganizzazione dei crediti del Comitato martinicano del turismo (CMT) e un rafforzamento delle partnership con le compagnie aeree che servono l'isola.
Una frequentazione in calo dal 2023
I dati pubblicati dall'Insee Antille-Guyane e dal CMT descrivono una traiettoria fragile. Dopo il rimbalzo post-pandemico del 2022, la frequentazione turistica della Martinica si è ridotta, penalizzata dall'aumento duraturo del prezzo dei biglietti aerei transatlantici e dall'innalzamento di gamma delle destinazioni concorrenti — Repubblica Dominicana, Cuba, Messico. Gli albergatori del Sud dell'isola, principale bacino balneare, segnalano da diversi mesi tassi di occupazione deludenti in bassa stagione.
Cosa prevede il piano votato
Il documento approvato articola tre leve. Innanzitutto, uno sforzo di promozione internazionale, con una presenza rafforzata sui mercati europeo continentale, nordamericano e canadese francofono. In seguito, un sostegno alla modernizzazione dell'alloggio, tramite aiuti mirati alle piccole strutture e all'hôtellerie indipendente. Infine, un aspetto "turismo sostenibile" destinato a valorizzare meglio il patrimonio naturale — Montagne Pelée iscritta all'UNESCO dal settembre 2023, sentieri del Nord caraibico, mangrovie del Sud — per attrarre una clientela meno concentrata sul balneare puro.
La questione sensibile del trasporto aereo
La questione dei collegamenti aerei ha occupato gran parte dei dibattiti. Diversi eletti dell'opposizione hanno chiesto un impegno più fermo della CTM con Air France, Air Caraïbes e Corsair per stabilizzare le capacità offerte verso Parigi-Orly. Il presidente del consiglio esecutivo ha rimandato a un ciclo di discussioni aperto con lo Stato e la direzione generale dell'aviazione civile, ricordando che la fissazione delle tariffe resta una prerogativa delle compagnie.
Un'economia insulare sotto tensione
Il settore turistico pesa circa il 7% del PIL martinicano secondo i dati dell'Iedom, ma struttura l'occupazione della costa e alimenta un'intera catena di subappalto — ristorazione, noleggio auto, nautica da diporto, artigianato. In un'isola dove il tasso di disoccupazione raggiungeva il 12,6% secondo l'OIL nel quarto trimestre 2025 secondo l'Insee, qualsiasi indebolimento del settore ha effetti sociali immediati. Il piano votato a Fort-de-France non risolverà, da solo, queste equazioni di fondo, ma stabilisce una chiara tabella di marcia per i prossimi dodici mesi.





