Martedì 19 maggio 2026, sul palco dello Shoreline Amphitheatre di Mountain View, Demis Hassabis ha pronunciato una frase che risuona ancora in tutta l'industria: "Quando guarderemo indietro, penso che ci renderemo conto che eravamo ai contrafforti della singolarità". Il fondatore e CEO di Google DeepMind, premio Nobel per la chimica 2024 per AlphaFold, ha immediatamente provocato lo stupore nella sala. All'indomani dell'evento, The Verge, Semafor e Business Insider rilanciavano la dichiarazione in tutto il mondo, non come provocazione, ma come un importante cambiamento retorico.
Hassabis rompe un tabù semantico
Per anni, Demis Hassabis è stato uno dei pochi leader dell'IA a resistere alle profezie transumaniste. Quando Sam Altman di OpenAI evocava l'AGI imminente, Hassabis restava cauto. Quando gli investitori fantasticavano sulla singolarità, lui smorzava. Ma durante l'I/O 2026, ha deliberatamente cambiato registro. "Abbiamo discusso internamente questa formulazione. Ho deciso di essere autentico su ciò che penso veramente", ha confidato in un'intervista a Semafor pubblicata il 20 maggio. Per il capo di DeepMind, l'intelligenza artificiale generale — un sistema in grado di eguagliare l'intelligenza umana in tutte le attività cognitive — è ormai una questione di "pochi anni".
Cosa ha presentato realmente Google
Al di là della frase sulla singolarità, I/O 2026 ha visto una serie di annunci concreti. È stata svelata la nuova generazione del modello Gemini 3, con un'enfasi sull'agentività — la capacità dei modelli di eseguire compiti complessi dall'inizio alla fine. Gemini Omni, presentato da Google in un video dedicato il 22 maggio, è un modello multimodale in grado di elaborare testo, immagini, audio e video, e di generare video modificabili tramite semplice conversazione. Google ha anche messo in evidenza il "coding agentico", assistenti integrati in Android 17 e una serie di funzionalità destinate a trasformare la ricerca in un'interfaccia conversazionale.
La singolarità: concetto, promessa e pericolo
La parola "singolarità" non è banale. Resa popolare dal futurologo Ray Kurzweil all'inizio degli anni 2000, designa quel momento teorico in cui la tecnologia supera irrimediabilmente le capacità umane — una soglia superata la quale il mondo non può più essere compreso dalla nostra sola intuizione. Il fatto che il leader di uno dei principali laboratori di IA mondiali utilizzi questo termine in pubblico costituisce un cambio di paradigma. Hassabis, tuttavia, tempera la sua stessa formulazione: "La singolarità, almeno la mia interpretazione, designa l'era in cui stiamo entrando". Non un cataclisma imminente, ma un periodo — quello che stiamo già vivendo.
La corsa all'AGI: Google contro OpenAI
Questa dichiarazione arriva in un contesto di competizione spietata tra i grandi laboratori. OpenAI vanta una valutazione stratosferica, i suoi modelli dominano parte degli usi consumer e la società di Sam Altman sta investendo massicciamente in calcolo. Dal canto suo, Gemini occupa regolarmente i primi posti delle classifiche aperte come LMArena, con una particolare forza nella multimodalità e nel grounding — la capacità di ancorare le risposte a fatti verificati. L'ascesa dei modelli di ragionamento, combinata con l'espansione degli agenti autonomi, sta trasformando ciò che ieri era fantascienza in realtà operativa.
"Dieci volte l'impatto della rivoluzione industriale"
Per Hassabis, citato da Business Insider, l'AGI avrà "dieci volte l'impatto della rivoluzione industriale, ma distribuito dieci volte più velocemente — in un decennio piuttosto che in un secolo". Una frase sorprendente, che dice tutto sull'urgenza che l'uomo dietro AlphaGo e AlphaFold avverte di fronte a ciò che sta creando — e sulla vertiginosa responsabilità che ciò implica. Il CEO di DeepMind insiste pubblicamente, da diversi mesi, sulla necessità di quadri di governance internazionali — a rischio, secondo lui, di vedere le decisioni sul futuro dell'umanità "catturate da due o tre laboratori privati".
L'opinione della redazione
Quando l'uomo che ha co-diretto la creazione di AlphaFold — sistema che ha permesso in pochi anni di prevedere la struttura di centinaia di milioni di proteine — ti dice che l'AGI è "a pochi anni", devi prendere queste parole sul serio. Non con panico, ma con tutta la gravità che merita il momento. La domanda non è più "se" l'AGI arriverà, ma "in quale mondo" arriverà. Un mondo in cui i governi avranno riflettuto sulla governance di questi sistemi, o un mondo in cui una manciata di attori privati avrà imposto le proprie regole? OrChair pone questa domanda ogni giorno. Non ha ancora una risposta soddisfacente.
Da ricordare
- 19 maggio 2026: Demis Hassabis evoca a Google I/O i "contrafforti della singolarità".
- AGI prevista secondo lui "tra pochi anni".
- Annunci chiave: Gemini 3, Gemini Omni (multimodale video), agenti IA e Android 17.
- Hassabis: l'AGI avrà "dieci volte l'impatto della rivoluzione industriale in dieci volte meno tempo".
- Intensa corsa tra Google DeepMind e OpenAI su modelli di ragionamento e agenti.
- Rinnovato appello per una governance internazionale dell'IA.
Fonti:





