Circa 41 milioni di colombiani sono chiamati alle urne questa domenica 21 giugno 2026 per scegliere tra i due finalisti delle presidenziali: l'avvocato penalista e uomo d'affari Abelardo de la Espriella, candidato di una destra dura apertamente sostenuta da Donald Trump, e il senatore Iván Cepeda, figura storica della sinistra colombiana ed erede politico del presidente uscente Gustavo Petro. I seggi chiudono alle 21:00 GMT.
Un primo turno serrato, un travaso di voti favorevole alla destra
Soprannominato «El Tigre», Abelardo de la Espriella, 47 anni, aveva guidato il primo turno con il 43,74% dei suffragi, superando Iván Cepeda accreditato del 40,9% — un punteggio storico per la sinistra al primo turno, ma insufficiente per evitare il ballottaggio. Il travaso dei voti della candidata di destra tradizionale Paloma Valencia, arrivata terza, gioca a priori a favore di De la Espriella, così come il sostegno dichiarato di diverse figure conservatrici del continente.
Due visioni della Colombia
De la Espriella difende una linea di sicurezza dura, una netta riduzione della pressione fiscale e un allineamento diplomatico stretto con Washington. Iván Cepeda, invece, rivendica la continuità della politica sociale del governo Petro, il mantenimento di uno sforzo di bilancio a favore della sanità, dell'istruzione e della transizione energetica, e una diplomazia più orientata verso i vicini latinoamericani. Sull'accordo di pace con le Farc, i due schieramenti si oppongono frontalmente: applicazione ferma e negoziati rilanciati per la sinistra, inasprimento e revisione per la destra.
Un'elezione sullo sfondo di violenze persistenti
Dieci anni dopo l'accordo di pace dell'Avana, il paese è ancora segnato da un'ondata di violenza in diverse regioni — Catatumbo, Cauca, Nariño — dove coesistono dissidenze delle Farc, ELN e gruppi legati al narcotraffico. Nessuno dei due candidati appare, a questo punto, in grado di rassicurare pienamente i territori più esposti. La sicurezza del voto è stata oggetto di un dispositivo rafforzato delle forze armate e della polizia nazionale.
Un test per tutta l'America Latina
Le presidenziali colombiane sono seguite con attenzione in una regione divisa tra l'ondata conservatrice pro-Trump che si è estesa dall'Argentina a El Salvador, e le eredità progressiste incarnate da Lula in Brasile, Sheinbaum in Messico e, finora, Petro a Bogotá. Una vittoria di De la Espriella consoliderebbe l'asse conservatore continentale; una vittoria di Cepeda darebbe un rinvio politico alla sinistra latinoamericana.
L'opinione della redazione
Il vero tema della serata non è solo chi vince, ma se il perdente accetterà il risultato. Il clima di sfiducia elettorale osservato dal primo turno, l'estrema polarizzazione del dibattito pubblico e la retorica di frode utilizzata da entrambi gli schieramenti invitano a seguire, fin dalla proclamazione dei risultati, la reazione dei candidati prima di quella dei mercati.





