Ventiquattro ore dopo l'intervento di Sébastien Lecornu, il governo ha precisato mercoledì 22 aprile 2026 il meccanismo del nuovo aiuto carburante promesso ai «grandi pendolari». Ai microfoni di RTL e poi all'Eliseo al termine del Consiglio dei Ministri, la portavoce del governo e ministro delegato all'Energia Maud Bregeon ha parlato di «un aiuto forfettario di 50 euro a persona per questo primo periodo di tre mesi — aprile, maggio e giugno», retroattivo e versato a partire dal mese di giugno sul conto bancario dei beneficiari. Il ministro dei Conti Pubblici David Amiel ha invece stimato il costo totale dei dispositivi di sostegno a 180 milioni di euro solo per il mese di maggio, contro i 150 milioni di aprile.

Chi sarà interessato?

L'obiettivo è ristretto, ed è oggetto di tutte le tensioni parlamentari. Per beneficiare dei 50 euro, sono poste tre condizioni cumulative dal decreto in preparazione a Bercy: appartenere ai primi cinque decili di reddito (reddito fiscale di riferimento per quota inferiore a 16.410 euro), aver bisogno del proprio veicolo per andare al lavoro e percorrere almeno 12.000 chilometri all'anno per tali spostamenti professionali. Secondo le stime del Ministero della Transizione Ecologica riportate da Le Figaro, circa 4,3 milioni di francesi dovrebbero essere idonei, significativamente meno degli 11 milioni di beneficiari dell'«indennità carburante» del 2023.

Una retroattività insolita

La novità risiede soprattutto nella retroattività. Per la prima volta dal «buono energia» del 2018, lo Stato accetta di versare un aiuto per spese già sostenute al momento del versamento. In concreto, un automobilista che avrà fatto rifornimento in aprile e maggio riceverà il suo aiuto in giugno senza dover fornire giustificativi oltre alla sua dichiarazione fiscale 2025 e a un modulo online su impots.gouv.fr. La Direzione Generale delle Finanze Pubbliche è stata incaricata della gestione del dispositivo, analogamente a quanto fatto per il bonus di transizione energetica. I primi pagamenti sono attesi tra il 15 e il 25 giugno.

Il costo sale rapidamente

Il costo di bilancio, invece, continua a gonfiarsi. David Amiel ha confermato su Boursorama mercoledì alle 14:35 che gli aiuti per il carburante e il prolungamento di alcune misure di sostegno costeranno 180 milioni di euro a maggio, dopo 150 milioni ad aprile. Se l'impennata dovesse proseguire fino a fine giugno, come temono i servizi del Tesoro, il conto totale per la sola componente «carburanti» potrebbe raggiungere i 600 milioni di euro nel trimestre. A ciò si aggiungono i 6 miliardi di euro già stanziati per assorbire l'impatto macroeconomico del conflitto in Medio Oriente — una cifra confermata martedì da Maud Bregeon davanti alla commissione finanze del Senato.

Le opposizioni divise

Le reazioni politiche illustrano la consueta frattura del panorama francese. Il Rassemblement National, per bocca di Jean-Philippe Tanguy, giudica il dispositivo «troppo ristretto, troppo tardivo e simbolicamente offensivo per le classi medie». A sinistra, La France insoumise chiede «un blocco amministrativo dei prezzi a 1,90 euro al litro» e la tassazione immediata dei superprofitti di TotalEnergies. I Républicains, per bocca di Olivier Marleix, votano un sostegno «a condizione di una traiettoria credibile di riduzione della spesa pubblica». Il gruppo Horizons, invece, sostiene senza riserve. La votazione sul progetto di legge finanziaria rettificativa, attesa il 6 maggio, si preannuncia estremamente serrata.

Un segnale di metodo

Al di là della cifra, è il metodo che contraddistingue questo annuncio: un dispositivo mirato, plafonato, retroattivo — l'opposto dell'«assegno per tutti» della sequenza Borne 2022. Bercy assume una rottura dottrinale e tenta di conciliare il sostegno immediato alle famiglie più esposte con la traiettoria di riduzione del debito. Resta da vedere se i francesi interessati percepiranno questo aiuto come una vera e propria rete di sicurezza o come una pezza politica prima delle elezioni municipali del 2026.

L'opinione della redazione

L'aiuto per i «grandi pendolari» è giusto nel suo principio — protegge chi non ha scelta per l'auto — ma insufficiente nel suo importo. Cinquanta euro in tre mesi rappresentano meno di quindici pieni di carburante a 2,20 euro al litro. Per un lavoratore rurale che percorre 25.000 km all'anno, il costo aggiuntivo annuale legato all'attuale impennata supera già i 600 euro. La vera risposta non potrà esimere da un dibattito sulla TICPE fluttuante e sull'accelerazione del dispiegamento del leasing sociale elettrico, la cui dotazione 2026 rimane sottodimensionata. Il governo guadagna tempo. Non risolve la dipendenza petrolifera del paese.

Da ricordare

- Aiuto forfettario di 50 euro a persona, erogato a partire da giugno e retroattivo per aprile, maggio e giugno.

- Condizioni: reddito fiscale modesto, uso professionale del veicolo, almeno 12.000 km all'anno.

- Circa 4,3 milioni di francesi interessati, contro gli 11 milioni nel 2023.

- Costo totale degli aiuti stimato a 180 milioni di euro a maggio e 150 milioni ad aprile.

- Legge finanziaria rettificativa attesa il 6 maggio all'Assemblea.

Fonti:

- Le Figaro — Carburanti: l'aiuto «grandi pendolari» sarà versato a giugno, precisa Maud Bregeon, 22 aprile 2026

- Boursorama — Carburanti: il costo degli aiuti stimato a 180 milioni di euro a maggio, indica David Amiel, 22 aprile 2026

- 20 Minutes — Prezzi dei carburanti: criteri per beneficiare dell'aiuto «grandi pendolari», 22 aprile 2026

- Sortir à Paris — Aiuto carburante: chi ne ha diritto e come ottenerlo?, 22 aprile 2026

- Service Public Entreprendre — Aumento dei prezzi del carburante: quali aiuti?, 8 aprile 2026