Al termine di quattro mesi di estenuanti diplomazie avanti e indietro e di diversi veti successivi di Budapest, l'Unione europea ha validato definitivamente giovedì 23 aprile 2026 verso le 13:00, a margine del Consiglio europeo straordinario di Bruxelles, l'erogazione di un prestito di 90 miliardi di euro all'Ucraina – importo promesso già nel dicembre 2025 ma bloccato da allora. Lo sblocco si accompagna a un ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, che prende di mira in particolare la flotta ombra e i trafficanti di capitali. "Lo stallo è superato", ha dichiarato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, il volto segnato dalla notte di negoziati. "Questo prestito cambia le regole del gioco per Kyiv fino alla fine del 2027."

Il meccanismo finanziario: attivi russi congelati e garanzie incrociate

Il montaggio è inedito nella storia dell'Unione. I 90 miliardi saranno erogati in sette tranche semestrali tra giugno 2026 e dicembre 2027. Il rimborso, dilazionato su trent'anni, sarà garantito principalmente dagli interessi generati dagli averi sovrani russi congelati in Europa – circa 211 miliardi di euro immobilizzati dal 2022, in maggioranza presso Euroclear in Belgio. I proventi annuali di circa 4,5 miliardi di euro copriranno il 70% delle scadenze. Per il restante 30%, i ventisette Stati membri forniranno garanzie incrociate tramite il meccanismo europeo di stabilità. Il direttore del Tesoro francese Antoine Lévy ha salutato su LCI "un'innovazione giuridica maggiore che apre la strada a un futuro Tesoro europeo".

Orban toglie il veto contro l'oleodotto Družba

Il colpo di scena della notte è arrivato da Budapest. Viktor Orban, che bloccava il processo da novembre 2025, ha infine tolto il veto in cambio di un'esenzione esplicita per le consegne di petrolio russo all'Ungheria tramite l'oleodotto Družba. Questa esenzione, valida fino alla fine del 2028, permetterà alla raffineria ungherese di Százhalombatta – di proprietà di MOL – di continuare a ricevere quasi il 60% del suo greggio dalla Russia. Questa deroga, salutata come "una vittoria per la sovranità energetica ungherese" da Péter Szijjártó, è stata invece denunciata dai Paesi baltici e dalla Polonia come "una breccia nel fronte europeo".

Il 20° pacchetto di sanzioni prende di mira la flotta ombra

Il nuovo pacchetto di sanzioni, il ventesimo da febbraio 2022, mira specificamente a tre settori secondo il comunicato ufficiale pubblicato alle 14:45 dalla Commissione. Primo, la "flotta ombra": 184 petroliere aggiuntive, che trasportano illegalmente greggio russo sotto bandiera di comodo, sono ora interdette dall'accesso ai porti europei e dalla riassicurazione da parte di compagnie del mercato londinese. Secondo, i trafficanti di capitali: 47 persone fisiche e 22 entità, tra cui la banca russa Tinkoff Bank e il fondo di investimento RDIF, vedono i loro attivi europei definitivamente congelati. Terzo, le esportazioni di beni dual-use: attrezzature per la produzione di droni, semiconduttori militari e macchine utensili. Una notevole eccezione rimane: i servizi marittimi per il petrolio russo restano autorizzati, dopo l'arbitrato finale dei Venti-Sette.

Zelensky saluta "una vittoria morale"

Da Kyiv, Volodymyr Zelensky ha salutato in un video pubblicato alle 14:00 su Telegram "una vittoria morale quanto finanziaria". "L'Europa ci dimostra oggi che la solidarietà non è solo una parola. Con questi 90 miliardi e questo pacchetto di sanzioni, possiamo resistere fino al 2028 senza dipendere da una possibile decisione americana", ha dichiarato, in un allusione trasparente all'imprevedibilità di Donald Trump. Il ministro ucraino delle Finanze Sergii Marchenko ha precisato che 38 miliardi di euro sarebbero destinati alla difesa (acquisti di munizioni, droni, missili), 30 miliardi alla ricostruzione (infrastrutture energetiche distrutte) e 22 miliardi al funzionamento corrente dello Stato.

Reazioni dei mercati: euro stabile, siderurgia in rialzo

I mercati finanziari europei hanno accolto l'annuncio con calma. L'euro si è apprezzato dello 0,3% contro il dollaro a 1,108, senza movimenti spettacolari. Il settore siderurgico europeo ha invece fatto un balzo: ArcelorMittal guadagnava il 3,8% ad Amsterdam, Salzgitter il 4,2% a Francoforte, anticipando commesse massive per la ricostruzione ucraina. Il titolo Dassault Aviation, che deve consegnare sei Rafale aggiuntivi a Kyiv nel 2027, progrediva del 2,9% a Parigi. Al contrario, il rublo crollava a 113,8 per dollaro sul mercato parallelo di Mosca, contro i 102 di martedì.

Il parere della redazione

Questo accordo del 23 aprile segna una svolta storica nella costruzione europea. Per la prima volta, l'Unione mobilita attivi sovrani di uno Stato nemico – senza sequestrare il capitale, ma orientando i suoi proventi – per finanziare un altro Stato vittima di questo nemico. È una rivoluzione giuridica, doppiata da una rivoluzione politica: l'Europa accetta finalmente di giocare il ruolo di potenza e non più solo di mercato comune. La concessione fatta a Viktor Orban su Družba lascia un retrogusto amaro, ma è senza dubbio il prezzo da pagare per preservare l'unanimità formale da cui dipende la credibilità del dispositivo. Rimane un rischio: che questa generosità europea si sostituisca durevolmente al sostegno americano, e che Donald Trump vi trovi un alibi per disimpegnare definitivamente Washington dal conflitto. La sicurezza dell'Ucraina, come quella dell'intera Europa, non può poggiare su un unico pilastro finanziario. Richiede anche un pilastro militare e industriale all'altezza – che resta, esso, da costruire.

Da ricordare

  • Prestito di 90 miliardi di euro approvato all'unanimità dall'UE il 23 aprile 2026.
  • Rimborso garantito al 70% dai proventi degli attivi russi congelati (211 miliardi immobilizzati).
  • Viktor Orban toglie il veto in cambio di un'esenzione per l'oleodotto Družba fino al 2028.
  • 20° pacchetto di sanzioni: 184 petroliere della flotta ombra, 47 persone, 22 entità sanzionate.
  • Destinazione: 38 mld€ difesa, 30 mld€ ricostruzione, 22 mld€ funzionamento dello Stato ucraino.

Fonti: - Zonebourse / Reuters — L'UE approva un prestito di 90 miliardi di euro all'Ucraina, 23 aprile 2026 - La Libre — "L'impasse è levata": l'UE valida definitivamente un prestito di 90 miliardi per l'Ucraina e un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, 23 aprile 2026 - RFI — Nella rubrica "À la Une": un prestito europeo di 90 miliardi di euro per l'Ucraina, 23 aprile 2026 - Euronews — Ripresa delle consegne di petrolio russo alla Slovacchia tramite l'oleodotto Družba, 23 aprile 2026 - Consiglio europeo — Solidarietà dell'UE con l'Ucraina, pagina aggiornata il 23 aprile 2026