La crisi dello Stretto di Hormuz è entrata domenica 19 aprile 2026 in una nuova fase, ancora più preoccupante della precedente. La Marina iraniana ha fermato e poi intimato di "fare immediatamente dietrofront" a una petroliera battente bandiera indiana che tentava di attraversare il passaggio, secondo le immagini pubblicate da Times of India e riprese dalle principali agenzie. Nello stesso tempo, i cacciatorpediniere americani della V Flotta hanno rafforzato il blocco dei porti iraniani, si sono registrati spari contro diverse navi mercantili e un alto funzionario americano citato da BFMTV ha avvertito che "se non ci sarà una svolta, la guerra potrebbe riprendere nei prossimi giorni".

Una petroliera indiana invitata a fare dietrofront

L'incidente più emblematico del fine settimana riguarda la petroliera indiana intercettata da una pattuglia della Guardia rivoluzionaria nella notte tra sabato e domenica. Times of India ha diffuso la registrazione audio dell'intimazione: "Fate immediatamente dietrofront, violate la zona di sovranità iraniana". La nave, che effettuava una rotazione tra Bandar Abbas e Mumbai, si è eseguita senza tentare di forzare il passaggio. New Delhi ha confermato l'incidente domenica mattina e ha convocato l'ambasciatore iraniano per esigere "immediate chiarificazioni". L'India, terzo importatore mondiale di petrolio, dipende dal greggio che transita per Hormuz per quasi il 60% delle sue forniture.

Il blocco americano rafforzato nel Mar d'Arabia

Le immagini pubblicate dal CENTCOM, rilanciate da Gulf News, mostrano marinai dell'USS Rushmore (LSD-47) mentre effettuano operazioni di blocco nel Mar d'Arabia. Secondo ThisDay, i cacciatorpediniere americani sono stati dotati di capacità ampliate di ispezione e sequestro per impedire le esportazioni clandestine di greggio iraniano. Teheran ha reagito avvertendo che "lo stretto rimarrà chiuso finché Washington non allenterà la pressione navale", frase riportata da Gulf News domenica. Questa logica di rappresaglie incrociate, in cui ogni misura americana comporta un'immediata risposta iraniana, fa pesare un rischio di incidente maggiore nella zona più strategica dell'economia mondiale.

Trump: la guerra può riprendere "nei prossimi giorni"

La tensione diplomatica ha raggiunto un nuovo picco domenica mattina con la dichiarazione di un alto funzionario americano a BFMTV, che avvertiva che "in assenza di una svolta", la campagna militare dello scorso marzo potrebbe riprendere. Il presidente iraniano del Parlamento ha, da parte sua, indicato secondo La DH/Les Sports+, che i negoziati "avevano fatto progressi", pur giudicando che un accordo finale restasse "lontano". Donald Trump, che deve ricevere questa settimana il ministro degli Esteri qatariota, gioca ora su due registri simultanei: la minaccia militare pubblica e la pressione diplomatica discreta. Una strategia che ricorda quella dispiegata a marzo, subito prima dei bombardamenti.

Mercati petroliferi: ritorno del premio di rischio

Dopo la spettacolare caduta del barile venerdì sotto i 75 dollari, salutata da The Independent come un "ritorno alla calma", le prime indicazioni di domenica sera fanno presagire un nuovo balzo all'apertura asiatica di lunedì. Bloomberg, che aveva già segnalato sabato il dietrofront di petroliere greche e indiane prima dell'ingresso nello stretto, anticipava nella sua analisi del fine settimana un barile tra i 100 e i 110 dollari già da lunedì in caso di chiusura confermata. Le economie europee, già fragilizzate dai costi cumulati della guerra in Medio Oriente – stimati in 4 miliardi di euro per la Francia secondo il ministero dell'Economia citato da BFMTV – rientrano tra le più esposte allo shock che si annuncia.

L'opinione della redazione

La sequenza delle ultime quarantotto ore disegna uno scenario che i mercati e le cancellerie temevano da tre settimane: Teheran gioca sulla chiusura intermittente dello stretto come un'arma economica calibrata, Washington risponde con un blocco navale che equivale, in diritto internazionale, a un atto di guerra. Tra i due, stati terzi – l'India, la Grecia, la Corea del Sud, ma anche la Francia – vedono la loro sicurezza energetica messa alla prova senza partecipare alla decisione. La finestra diplomatica resta aperta, ma si chiude ad ogni incidente in mare. Una svolta qatariota questa settimana è diventata la condizione per una de-escalation; senza di essa, la fine di aprile si annuncia esplosiva.

Da ricordare

- Una petroliera indiana è stata invitata a fare dietrofront sabato 18 aprile dalla Marina iraniana nello Stretto di Hormuz.

- L'USS Rushmore e la V Flotta rafforzano il blocco navale americano contro i porti iraniani.

- Teheran: lo stretto rimarrà chiuso finché Washington manterrà la pressione navale.

- Un alto funzionario americano avverte: "la guerra potrebbe riprendere nei prossimi giorni".

- Rischio immediato sui mercati: barile atteso tra 100 e 110 dollari all'apertura asiatica di lunedì.

Fonti:

- Times of India — Iranian Navy blocks Indian tanker in Strait of Hormuz, 19 aprile 2026

- Gulf News — US warships step up blockade as Iran tightens grip on Strait of Hormuz, 19 aprile 2026

- ThisDay — Oil Tankers Come Under Fire as Iran Reimposes Restrictions on Strait of Hormuz, 19 aprile 2026

- La DH — Le président du Parlement iranien dit que les négociations ont progressé mais qu'un accord final reste « loin », 19 avril 2026

- BFMTV — « S'il n'y a pas de percée, la guerre pourrait reprendre dans les prochains jours », 19 aprile 2026