Le Borse asiatiche hanno registrato un rimbalzo spettacolare martedì 14 aprile 2026, spinte dalla speranza di una de-escalation nel conflitto tra Stati Uniti e Iran. Secondo Al Jazeera, il Nikkei 225 a Tokyo, l'Hang Seng a Hong Kong e i principali indici della regione hanno mostrato aumenti significativi fin dall'apertura. Il sollievo dei mercati fa seguito alle dichiarazioni del vicepresidente americano JD Vance che ha evocato « molti progressi » nel primo round di negoziati a Islamabad.
Conseguenza diretta di questo ottimismo diplomatico: i prezzi del petrolio sono scesi. Secondo Al Jazeera e Channel News Asia, il Brent è tornato sotto i 95 dollari al barile, dopo aver sfiorato i 103 dollari il giorno precedente. Il WTI americano ha seguito la stessa tendenza. Questo calo allevia i mercati, che da settimane temevano uno scenario di barile a 120 dollari in caso di blocco prolungato dello stretto di Hormuz.
I futures sull'S&P 500 indicavano anche un'apertura al rialzo a New York, attorno ai 5.930 punti secondo i dati di Robinhood. Trading Economics riporta che gli investitori stanno anche valutando i risultati trimestrali delle grandi aziende americane pubblicati questa settimana. L'atmosfera rimane comunque cauta: gli analisti avvertono che un fallimento dei colloqui di Islamabad potrebbe provocare un brusco capovolgimento.
Anche i mercati obbligazionari hanno reagito positivamente, con un leggero allentamento dei rendimenti dei buoni del Tesoro americano. Ma gli osservatori insistono sulla fragilità di questa tregua. CNBC sottolinea che la settimana sarà decisiva, tra la pubblicazione dei risultati delle grandi banche, il rapporto del FMI e l'evoluzione dei negoziati Iran-USA. Un trader citato da Yahoo Finance riassume: « I mercati vogliono crederci, ma tutto può cambiare in poche ore. »
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