Nel maggio 2024, uno studio pubblicato da ricercatori del MIT CSAIL (Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory) in collaborazione con il progetto CETI (Cetacean Translation Initiative) ha rivelato che i capodogli utilizzano un sistema di comunicazione molto più sofisticato di quanto si pensasse. L'analisi tramite intelligenza artificiale di migliaia di vocalizzazioni ha evidenziato una struttura combinatoria che ricorda un alfabeto.

I capodogli comunicano attraverso sequenze di clic veloci chiamate «codas». Lo studio ha dimostrato che queste codas non sono semplici segnali fissi, ma si combinano secondo regole, con variazioni di tempo, ritmo e ornamenti che aggiungono strati di significato. I ricercatori hanno identificato un repertorio di combinazioni molto più ricco di quanto documentato negli studi precedenti.

Il progetto CETI, lanciato nel 2020, è una delle iniziative scientifiche più ambiziose mai intraprese per comprendere la comunicazione animale. Con sede in Dominica (Caraibi), combina idrofoni subacquei, droni, telecamere e machine learning per registrare e analizzare milioni di vocalizzazioni di capodogli nel loro ambiente naturale.

L'uso dell'intelligenza artificiale è centrale in questa ricerca. I modelli di elaborazione del linguaggio naturale, inizialmente sviluppati per le lingue umane, sono adattati per rilevare schemi nelle vocalizzazioni dei cetacei. L'IA può elaborare volumi di dati acustici impossibili da analizzare manualmente.

Questa scoperta rilancia il dibattito sull'intelligenza e la cognizione dei cetacei. I capodogli possiedono il cervello più grande del regno animale (circa 8 kg) e vivono in complesse società matrilineari. L'esistenza di un sistema di comunicazione strutturato rafforza l'ipotesi di una cultura trasmessa tra generazioni.

I ricercatori del MIT sottolineano che siamo ancora lontani dal «tradurre» il linguaggio delle balene. Comprendere la struttura di un sistema di comunicazione non è la stessa cosa che comprenderne il significato. Ma questi lavori aprono una strada affascinante verso una migliore comprensione della cognizione animale e della diversità delle forme di intelligenza sulla Terra.