L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato questo martedì 7 aprile 2026 l'immediata sospensione di tutte le evacuazioni mediche tra la Striscia di Gaza e l'Egitto attraverso il valico di Rafah. Questa decisione fa seguito a un «grave incidente di sicurezza» avvenuto lunedì, durante il quale un convoglio sanitario che trasportava pazienti gazawi verso gli ospedali egiziani è stato preso di mira. Diversi operatori sanitari sono rimasti feriti e un'ambulanza è stata distrutta. L'OMS ha qualificato questo incidente come «inaccettabile» e ha richiesto un'indagine indipendente. (Fonte: Le Monde, OMS)
Questa sospensione aggrava una situazione umanitaria già catastrofica nella Striscia di Gaza. Dall'inizio dell'offensiva israeliana nell'ottobre 2023, il sistema sanitario gazawi è stato ridotto a uno stato di quasi collasso. Le evacuazioni mediche via Rafah costituivano l'ultima ancora di salvezza per i pazienti che necessitavano di cure specialistiche — chirurgia cardiaca, trattamento del cancro, dialisi — impossibili da fornire sul posto. Secondo l'OMS, più di 10.000 pazienti erano in attesa di evacuazione prima della sospensione. (Fonte: OMS, UNRWA)
Il contesto regionale rende questa crisi ancora più drammatica. La guerra tra la coalizione americano-israeliana e l'Iran, scoppiata il 28 febbraio 2026, ha intensificato le tensioni su tutti i fronti del Medio Oriente. Il corridoio di Rafah, già fragilizzato dalle operazioni militari israeliane nel sud di Gaza, subisce ora le ricadute del conflitto allargato. Le forze egiziane, mobilitate per proteggere il loro confine con Gaza pur partecipando agli sforzi di mediazione sul dossier iraniano, faticano a garantire la sicurezza dei convogli umanitari. (Fonte: Reuters, Al Jazeera)
Le organizzazioni umanitarie hanno condannato unanimemente l'attacco al convoglio medico. Medici Senza Frontiere ha denunciato «una flagrante violazione del diritto internazionale umanitario» e ha ricordato che i veicoli sanitari che portano l'emblema della croce rossa o della mezzaluna rossa godono di protezione assoluta in tempo di conflitto. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha invitato tutte le parti in conflitto a «rispettare le regole fondamentali della guerra che proteggono il personale e le infrastrutture sanitarie». (Fonte: MSF, CICR)
L'OMS ha subordinato la ripresa delle evacuazioni all'ottenimento di «garanzie di sicurezza credibili e verificabili» da parte di tutte le parti in conflitto. Il direttore generale dell'organizzazione, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha avvertito che «ogni ora di sospensione costa vite umane» e ha chiesto una riunione d'urgenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla protezione del personale sanitario nelle zone di conflitto. La situazione a Gaza illustra, secondo gli umanitari, la crescente impotenza del diritto internazionale di fronte alla moltiplicazione dei conflitti armati in Medio Oriente. (Fonte: ONU, Le Monde)





