La seduta di venerdì 24 aprile 2026 resterà una delle più difficili della primavera per la Borsa di Parigi. Fin dall'apertura, il CAC 40 ha perso lo 0,67% a 8.171,93 punti, prima di approfondire le sue perdite nel corso della mattinata e chiudere in ribasso dell'1,12% a 8.159,40 punti. Sull'intera settimana, il calo raggiunge il 3,07%, e dal 1° gennaio, l'indice di riferimento parigino limita ora la sua progressione allo 0,21%. Una performance lontana dai livelli record raggiunti a marzo (8.540 punti). Volume scambiato: 4,2 miliardi di euro, leggermente superiore alla media mobile a 20 giorni. Il quadro europeo è unanime: Francoforte arretra dello 0,89%, Milano dell'1,03%, Londra resiste meglio a -0,42%.
Hormuz, l'angolo cieco geopolitico
Il principale motore del calo ha un nome: Hormuz. Gli attacchi dei Pasdaran iraniani contro tre navi mercantili all'alba hanno rilanciato il premio di rischio sull'energia. Il Brent guadagnava il 4,2% a 99,40 dollari al barile in apertura della seduta europea, raggiungendo il suo massimo dal 18 aprile. Il WTI seguiva a 95,80 dollari. Gli analisti di Société Générale hanno rivisto al rialzo il loro scenario centrale di prezzo medio 2026 per il Brent da 84 a 92 dollari, anticipando una "guerra fredda marittima" di lunga durata. Senza sorprese, i titoli legati all'energia hanno sovraperformato: TotalEnergies +1,8%, CGG +3,1%. Al contrario, i trasporti aerei sono stati massacrati: Air France-KLM -2,9%, IAG -3,2%, Lufthansa -2,7%.
Una stagione di risultati Q1 tiepida
L'altro grande contributore alla caduta parigina: la serie di pubblicazioni trimestrali. Saint-Gobain ha deluso pubblicando un fatturato di 11,84 miliardi di euro nel T1 2026 (in calo organico del 2,3%), penalizzato dal mercato europeo dell'edilizia e da un effetto cambio sfavorevole di 250 milioni di euro. Il titolo ha ceduto il 4,7%. Anche Carrefour ha deluso sui volumi in Francia (-1,1% a parità di negozi) nonostante un margine lordo in aumento, perdendo il 3,2%. Sanofi ha pubblicato risultati in linea ma ha confermato una guidance prudente per il 2026, il titolo perde l'1,9%. Unica buona sorpresa della giornata: BNP Paribas, che annuncia un utile netto di 3,11 miliardi di euro (+8,2% su base annua), trainato dalla sua banca d'investimento, e guadagna il 2,4%.
Wall Street trascinata nel movimento
L'apertura di Wall Street alle 15:30 ora di Parigi non ha invertito la tendenza. L'S&P 500 perdeva lo 0,68%, il Nasdaq lo 0,94%, il Dow Jones lo 0,61% nella prima ora di contrattazione. Sul fronte dei titoli: Tesla, sotto shock per il comunicato della SEC sulla pressione esercitata da Elon Musk per un nuovo piano di stock option, perdeva ancora il 3,8% sulla settimana. Microsoft si è mantenuta bene (+0,2%) prima dei suoi risultati trimestrali martedì 28 aprile. Apple cedeva l'1,1% prima dei suoi risultati la prossima giovedì. Il rendimento del Tesoro americano a 10 anni si è rilassato al 4,11%, segno di un movimento di fuga verso la qualità. L'oro balzava a 3.240 dollari l'oncia, a soli il 2% dal suo record storico.
L'euro fragile, il dollaro rifugio
Sul mercato dei cambi, il dollaro USA gioca il suo ruolo tradizionale di valore rifugio. L'EUR/USD perde lo 0,42% a 1,0612, il suo minimo dal 17 marzo. La sterlina cede lo 0,38% a 1,2480. Lo yen, altro rifugio, guadagna lo 0,52% contro il dollaro a 153,40. Il Bitcoin, che all'inizio della crisi iraniana aveva mostrato un comportamento da "pseudo-rifugio", ripiega logicamente del 2,1% a 91.200 dollari, sulla scia dei titoli tech. La volatilità globale, misurata dal VIX, risale a 21,4 - un livello "moderatamente nervoso" secondo Goldman Sachs, ma ben al di sopra dei 14 osservati all'inizio dell'anno.
L'opinione della redazione
La seduta del 24 aprile cristallizza una constatazione che si impone ormai sui mercati: il premio di rischio geopolitico non è più un evento, è un regime. Per tre decenni, gli investitori hanno vissuto sull'ipotesi implicita che i conflitti regionali pesassero duramente sugli attivi finanziari solo in modo marginale. Questa ipotesi è appena morta nello Stretto di Hormuz. Finché l'Iran manterrà la sua capacità di nuocere marittimamente, e finché gli Stati Uniti manterranno il loro blocco navale, i mercati azionari continueranno a oscillare attorno alle notizie del giorno, con un premio energetico strutturalmente più elevato. Per i risparmiatori francesi, la lezione è chiara: la diversificazione geografica verso le Borse asiatiche (che hanno corretto meno), l'oro fisico e le obbligazioni indicizzate all'inflazione diventa una necessità, non più un'opzione. Quanto alla stagione dei risultati, conferma che al di là della macroeconomia, i fondamentali delle imprese europee restano indeboliti da un ciclo di consumo fiacco. Il CAC 40 a 8.200 punti aveva qualcosa di euforico a marzo. Oggi, ha ritrovato la sua natura: quella di un barometro nervoso di un mondo spezzato.
Da ricordare
- CAC 40 in ribasso dell'1,12% a 8.159,40 punti venerdì 24 aprile 2026.
- Calo settimanale del 3,07%; performance YTD ridotta a +0,21%.
- Brent a 99,40 $/barile (+4,2%), trainato dagli attacchi iraniani a Hormuz.
- Risultati Q1 deludenti: Saint-Gobain -4,7%, Carrefour -3,2%, Sanofi -1,9%.
- Buona sorpresa BNP Paribas: utile +8,2% a 3,11 mld €, titolo +2,4%.
Fonti: - Le Figaro Bourse — Bourse : le CAC 40 ouvre dans le rouge face à l'impasse au Moyen-Orient, les résultats d'entreprise continuent de tomber, 24 avril 2026 - Capital.fr — CAC 40 : « baisse généralisée » de la Bourse, « pas d'avancée » vers la fin de la guerre avec l'Iran, 24 avril 2026 - Zonebourse — Paris en nette baisse, entre risque géopolitique et résultats d'entreprises, 24 avril 2026 - ABC Bourse — CAC 40 : La Bourse de Paris attendue en baisse, ne voyant toujours pas d'issue au Moyen-Orient, 24 avril 2026





