Dalle 5 del mattino di lunedì 27 aprile 2026, bancali in fiamme, pneumatici, catene umane e striscioni sindacali hanno bloccato gli accessi di una cinquantina di istituti penitenziari francesi. Su appello dell'UFAP-UNSa Justice, il primo sindacato dei sorveglianti, il movimento mira a denunciare una situazione definita "fuori controllo": sovraffollamento storico, mancanza di personale, ripetute aggressioni al personale e un sentimento sempre più condiviso di abbandono politico. Secondo il conteggio del sindacato, comunicato a metà mattina all'AFP, "il 22% degli istituti sono bloccati", il movimento più esteso dallo sciopero storico del 2018. Il Ministero della Giustizia, diretto da Gérald Darmanin, dovrebbe ricevere le organizzazioni sindacali martedì 28 aprile.

Un sovraffollamento diventato insostenibile

I numeri parlano da soli. Al 1° aprile 2026, secondo le statistiche ufficiali della Direzione dell'Amministrazione Penitenziaria, la Francia contava 81.412 detenuti per 62.612 posti operativi, con una densità carceraria media del 130% e picchi di oltre il 200% in alcuni istituti (Bordeaux-Gradignan, Nîmes, La Réunion). Più di 4.600 persone dormono su materassi a terra — un livello mai raggiunto sotto la V Repubblica. La Francia è stata condannata più volte dalla Corte europea dei diritti dell'uomo per condizioni di detenzione indegne, e la Controllora generale dei luoghi di privazione della libertà, Dominique Simonnot, ha pubblicato a marzo un rapporto schiacciante.

Hauts-de-France, Île-de-France, Sud-Est: tre epicentri

La mappatura dei blocchi pubblicata lunedì dal sindacato disegna tre epicentri. Negli Hauts-de-France, 14 dei 17 istituti della regione erano coinvolti a metà mattina — in particolare i centri penitenziari di Vendin-le-Vieil, Annœullin, Sequedin, Bapaume e Maubeuge. Nell'Île-de-France, i blocchi delle case di detenzione di Bois-d'Arcy (Yvelines), Fleury-Mérogis (Essonne, la più grande prigione d'Europa con 4.000 detenuti per 2.855 posti) e Fresnes (Val-de-Marne) hanno causato il ritardo di un centinaio di estratti giudiziari. Nel Sud-Est, infine, sono bloccati anche i centri penitenziari di Marsiglia, Aix-Luynes e Avignone-Le Pontet. A Bois-d'Arcy, l'AFP ha fotografato i sorveglianti che brandivano cartelli con la scritta "la prigione brucia, loro guardano altrove".

Tre gravi aggressioni in quindici giorni

Il movimento è stato precipitato da tre gravi aggressioni al personale avvenute da metà aprile: a Vendin-le-Vieil, dove un sorvegliante è stato accoltellato da un detenuto del reparto di isolamento l'11 aprile; a Fleury-Mérogis, dove un altro agente è stato picchiato da tre detenuti il 18 aprile; e a Réau, dove un traffico interno che coinvolgeva telefoni cellulari e stupefacenti ha portato all'incriminazione di due sorveglianti. L'UFAP-UNSa, tramite il suo segretario generale Wilfried Fonck, denuncia "un diniego della realtà" da parte del ministero e richiede tre misure urgenti: un piano immediato di reclutamento di 3.000 sorveglianti supplementari, una rivalutazione salariale e un meccanismo vincolante di regolamentazione carceraria (liberazione anticipata delle brevi pene a fine esecuzione).

Darmanin promette "annunci forti"

Il Guardasigilli Gérald Darmanin, il cui portafoglio è stato ampliato alla Giustizia dall'arrivo di Sébastien Lecornu a Matignon nel settembre 2025, ha reagito lunedì nel primo pomeriggio con un comunicato laconico: "Comprendo la sofferenza del personale". Ha confermato una riunione martedì 28 aprile presso la cancelleria con le tre organizzazioni sindacali rappresentative (UFAP-UNSa, FO Justice, CGT-Pénitentiaire), e ha promesso "annunci forti" nei prossimi giorni. Dietro le quinte, l'ufficio del ministro sta lavorando a un piano in due parti: a breve termine (rivalutazione indicizzata dei sorveglianti, dispiegamento di unità mobili di intervento), e a medio termine (obiettivo di 18.000 posti netti supplementari entro il 2030, contro i 15.000 del piano Belloubet). Ma la questione budgetaria — delicata nel contesto di austerità del PLF 2026 — rimane il punto cieco del dossier.

Una mobilitazione politica inedita

Il movimento supera ampiamente il solo ambito sindacale. Diversi eletti locali, di destra come di sinistra, hanno manifestato il loro sostegno ai sorveglianti. Il presidente dei Républicains, Laurent Wauquiez, ha chiesto "un piano d'emergenza penitenziaria". A sinistra, l'eurodeputata socialista Aurore Lalucq ha ricordato che la Francia ha "la seconda densità carceraria dell'Europa occidentale, dietro il Belgio". Al Rassemblement National, Jordan Bardella ha, invece, posto l'accento sull'espulsione dei detenuti stranieri irregolari, che secondo il ministero rappresentano il 24% della popolazione carceraria. Al Parlamento europeo, che si riunisce questa settimana a Strasburgo per la sua sessione plenaria di aprile (da lunedì 27 a giovedì 30), è previsto per mercoledì un dibattito sulle condizioni di detenzione in Europa.

L'opinione della redazione

Il blocco delle carceri francesi del 27 aprile non è un movimento sociale come tanti altri. È il culmine di un degrado sistemico, documentato da vent'anni dai successivi controllori generali e dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, e che tutti i governi hanno rimandato. La densità media del 130%, i 4.600 materassi a terra, le aggressioni al personale diventano semplicemente insostenibili — sia per i detenuti che per i sorveglianti. Esistono tre vie e sono note: una regolamentazione carceraria vincolante (liberazione automatica a fine pena per decongestionare), un piano di costruzione massiccio (ma con tempi di cinque-sette anni) e una politica penale rivista al ribasso per le brevi pene (sotto i 12 mesi). Nessuna di queste scelte è politicamente facile, ed è per questo che nessuna è stata presa negli ultimi tre quinquenni. Gérald Darmanin ha due opzioni: una riforma coraggiosa che assuma una rottura, o un nuovo piano di pacificazione budgetaria che rimandi, ancora, la questione. La "strada penitenziaria", dal canto suo, non sembra più disposta ad aspettare.

Da ricordare

- Il 22% delle carceri francesi bloccate lunedì 27 aprile 2026 (UFAP-UNSa).

- 81.412 detenuti per 62.612 posti (130% di densità carceraria).

- 4.600 detenuti dormono su materassi a terra — record assoluto.

- Tre gravi aggressioni al personale a Vendin-le-Vieil, Fleury-Mérogis, Réau.

- Riunione ministeriale martedì 28 aprile presso la cancelleria con i tre sindacati.

Fonti :

- Boursorama / AFP — Des actions de blocage de prisons pour dénoncer la surpopulation carcérale, 27 aprile 2026

- Le Monde — Surpopulation carcérale : l'UFAP-UNSA appelle au blocage des prisons lundi, 27 aprile 2026

- TF1 Info — Manque d'effectifs, surpopulation carcérale : appel à bloquer les prisons françaises, 27 aprile 2026

- France 24 / AFP — Des actions de blocage de prisons pour dénoncer la surpopulation carcérale, 27 aprile 2026