La periferia sud di Beirut è stata nuovamente bersaglio di raid aerei israeliani nella serata di domenica 5 aprile 2026, nel trentottesimo giorno del conflitto che infiamma il Medio Oriente. Colonne di fumo nero si sono levate sopra la Dahieh, quartiere storicamente controllato da Hezbollah, mentre le sirene di allarme risuonavano nell'intera capitale libanese. Tel Aviv ha rivendicato la distruzione di "diversi centri di comando e depositi di armi" del movimento sciita, alleato dell'Iran nel conflitto. (Fonte: AFP, Boursorama)

Il Libano si ritrova ancora una volta stretto in una morsa in un conflitto che lo supera. Dal 28 febbraio, data di scoppio delle ostilità tra la coalizione americano-israeliana e l'Iran, Israele ha condotto oltre 400 raid sul territorio libanese, colpendo principalmente infrastrutture di Hezbollah ma interessando anche aree residenziali. Il bilancio delle vittime in Libano supera i 200 morti e 1.500 feriti, la maggioranza dei quali civili secondo il Ministero della Salute libanese. Oltre 300.000 persone sono state sfollate nel sud del paese e nelle periferie della capitale. (Fonte: Le Monde, Reuters)

Il governo libanese, indebolito da anni di crisi economica e politica, fatica a far sentire la propria voce sulla scena internazionale. Il Primo Ministro ha denunciato una "flagrante violazione della sovranità libanese" e ha richiesto una riunione d'urgenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, senza ottenere risultati concreti. La Francia, ex potenza mandataria, ha reiterato il suo appello all'arresto dei bombardamenti sul Libano e ha proposto l'invio di una forza d'interposizione sotto mandato ONU – una proposta respinta da Israele, che considera Hezbollah una minaccia esistenziale da neutralizzare. (Fonte: AFP, Le Monde)

L'economia libanese, già a pezzi prima del conflitto, subisce un nuovo devastante shock. Il porto di Beirut, parzialmente ricostruito dopo l'esplosione del 2020, ha visto la sua attività crollare del 60% a causa dei rischi per la sicurezza. Il settore turistico, che aveva intrapreso un timido ripresa nel 2025, è fermo del tutto. La sterlina libanese ha perso il 40% del suo valore residuo dall'inizio delle ostilità, e le carenze di carburante e medicine si stanno generalizzando. Le organizzazioni umanitarie lanciano l'allarme su un'imminente crisi alimentare che colpisce oltre 2 milioni di persone. (Fonte: Financial Times, ONU)

Hezbollah, da parte sua, mantiene la sua posizione di solidarietà con l'Iran. Il movimento ha rivendicato il lancio di oltre 300 razzi e missili sul nord di Israele dall'inizio del conflitto, causando danni materiali significativi e l'evacuazione di decine di migliaia di residenti israeliani. Il Segretario Generale di Hezbollah ha ribadito che il movimento "cesserà il fuoco solo quando l'aggressione contro l'Iran e il Libano finirà simultaneamente". Questa posizione lega di fatto il destino del Libano a quello dei negoziati tra Washington e Teheran, privando Beirut di ogni autonomia nella risoluzione del conflitto. (Fonte: Al Jazeera, AFP)