Riuniti in assemblea il 10 giugno 2026 sotto l'egida dell'Unione dei gruppi di produttori di banane della Guadalupa e della Martinica (UGPBAN), i coltivatori martinicani hanno tracciato un bilancio preoccupante della loro stagione. Principale voce di esportazione agricola dell'isola, la banana delle Antille francesi viaggia esclusivamente verso il mercato europeo, dove si scontra con una concorrenza in dollari sempre più aggressiva proveniente da Ecuador, Colombia e Costa Rica.

Un modello di produzione protetto ma fragile

La banana delle Antille beneficia da tempo di specifici meccanismi europei — Posei agricolo, aiuti compensativi alle regioni ultraperiferiche — che mirano a compensare un costo di produzione strutturalmente più elevato rispetto a quello della zona dollaro. Le norme sociali e ambientali francesi, la lontananza geografica, il costo elevato della manodopera e il prezzo del trasporto merci spiegano una differenza che l'aiuto pubblico riduce senza eliminarla.

Un'equazione economica tesa

I produttori allertano su tre pressioni cumulative. Il prezzo degli input — fertilizzanti, imballaggi, energia — non è mai tornato ai livelli precedenti il 2022. Il costo del trasporto marittimo, dopo l'impennata pandemica, rimane superiore al livello del 2019. Infine, la parità euro-dollaro gioca a favore delle banane sudamericane, meglio remunerate in valuta locale non appena il dollaro si indebolisce. Diverse aziende agricole martinicane di medie dimensioni sarebbero ormai in equilibrio, o addirittura in perdita.

La spada di Damocle dell'OMC

La filiera vive anche sotto la minaccia di una messa in discussione delle preferenze tariffarie europee. I successivi accordi commerciali tra l'Unione Europea e i paesi produttori latinoamericani hanno già avvicinato i dazi doganali applicati alla banana dollaro a quelli delle Antille. Qualsiasi ulteriore concessione sarebbe, secondo l'UGPBAN, «insopportabile» per le aziende agricole francesi, che impiegano ancora diverse migliaia di dipendenti diretti tra la Martinica e la Guadalupa.

Verso una diversificazione misurata

La Collettività territoriale della Martinica, il Ministero dell'Agricoltura e l'Ufficio per lo sviluppo dell'economia agricola d'oltremare (Odeadom) sostengono parallelamente programmi di diversificazione — ananas, frutta fresca, verdure locali, filiere biologiche — al fine di ridurre la dipendenza dalla monocoltura. Ma nessuna di queste produzioni si avvicina, a breve termine, al peso economico della banana, che rappresenta ancora, secondo i dati dell'Iedom, la stragrande maggioranza delle esportazioni agricole dell'isola.